WT Hotel, il nuovo concetto dell’ospitalità

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WT Hotel (Future Hotel by Horeca), è un progetto di un futuristico hotel tecno-sensoriale tra emozione e innovazione, progettato dall’architetto Chiara Cantono alla guida del Team Well-Tech, studio che si occupa di progettazione e ricerca nell’ambito del design e dell’architettura con focus sull’innovazione tecnologica. Un nuovo concetto di Ospitalità altamente innovativo, interpretato dalle più avveniristiche soluzioni a livello di materiali, tecnologie e design.
La realizzazione del prototipo di WT Hotel, presentato in anteprima presso la fiera Host 2009 a Milano, ha dimostrato la completa fattibilità e l’elevata resa estetica delle soluzioni proposte nel progetto ottenendo un forte consenso di pubblico con numerose proposte di applicazione da parte di operatori del settore alberghiero e contract.
Dopo il grande successo riscosso durante Host a Milano nell’ottobre del 2009, è stato riproposto in fiera ad Atene nel corso di Horeca, importante fiera per l’ospitalità, tenutasi dal 22 al 25 gennaio 2010.
Si possono ammirare le foto e i video.
Via: well-tech

Inaugurazione dell’Auditorium”Oscar Niemeyer” a Ravello


Si avvicina il giorno dell’inaugurazione dell’Auditorium “Oscar Niemeyer” a Ravello sulla costiera amalfitana, prevista per il 29 gennaio 2010, vedi programma della manifestazione su professionearchitetto.

link: auditoriumoscarniemeyer fondazioneravello youtube wallpaper archdaily archicentral

Nuovo comparto residenziale, Parco Franco Lugaresi a Forlì


Il 30 ottobre 2009 è stato inaugurato il nuovo comparto residenziale Parco Franco Lugaresi a Forlì, definito dal Piano Regolatore progetto di riqualificazione dei vuoti urbani parte dall’idea di ricucire alla città esistenze i terreni che erano in precedenza utilizzati per produzione agricola e che, prima di questa progettazione, apparivano come punti di discontinuità. L’intervento è stato realizzato attraverso l’esecuzione di un Piano urbanistico attuativo con un iter burocratico coordinato dai Lavori Pubblici del Comune di Forlì e l’esecuzione dell’Impresa Orioli SpA di Forlì. Continua su youtube

Scuola per l’infanzia Avena – Serraglia

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Il Gruppo Mattarei ha realizzato per il Comune di Chiusa di Pesio in provincia di Cuneo, con struttura in legno, la scuola per l’infanzia “Avena – Serraglia”. L’Azienda si è occupata della costruzione di tutto il complesso, dalle fondamenta alle rifiniture, e della progettazione strutturale ed esecutiva dei circa 3200 elementi di legno lamellare di cui si compone l’edificio.
La nuova sede scolastica sorge nell’area destinata a polo educativo e ricreativo del territorio, dove sono già presenti una scuola media con palestra, un palazzetto dello sport, un campo da calcio, una palestra coperta e due “vele” all’aperto per l’arrampicata sportiva. Il progetto di riqualificazione prevede, inoltre, che siano realizzati, a breve, una nuova scuola elementare e un giardino botanico.

La Committenza ha espressamente richiesto agli Architetti Gianfranco Cavallo di Chiusa di Pesio (CN) e Bartolomeo Ponzo di Beinette (CN), di progettare la scuola utilizzando materiali altamente riciclabili, a basso impatto ambientale, in grado di garantire un’eccellente comfort interno e ridurre i consumi energetici.
La scuola di infanzia, che occupa 1.200 m2 dei 3.800 m2 circa dell’area di pertinenza, è stata concepita affinché la connotazione domestica risultasse molto evidente, per favorire l’accoglienza dei bambini ancora molto legati alla propria casa e famiglia. Sviluppata su un unico piano, a livello terreno, potrà ospitare fino a 140 bimbi.

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Il corpo centrale dello stabile, a doppia altezza, è costituito da un’aula di euritmia (atrio/aula polivalente) utilizzata per le attività ludico-creative, che si affaccia direttamente sul patio esterno e permette la connessione tra le varie sezioni. Le strutture più basse, che lo circondano, comprendono, infine, le aule didattiche, una mensa, una cucina ed i locali per il personale.

Allo scopo di soddisfare i requisiti bioedili stabiliti dal Comune, sono stati adottati accorgimenti in relazione all’orientamento dell’edificio, alle coperture, alla struttura portante, all’uso di intonaci e pitture naturali, all’impianto di riscaldamento per irraggiamento e alla ventilazione.

In relazione all’orientamento, le sezioni didattiche ed i principali centri d’interesse sono stati collocati a sud-est e sud-ovest ed inoltre sono state protette dall’eccesso di radiazione solare mediante brise-soleil, tendaggi o veneziane. Infine la vetrata centrale è stata dotata di un ampio frangisole esterno, con funzione di portichetto.
Il Gruppo Mattarei ha edificato la struttura portante della scuola per l’infanzia “Avena – Serraglia”, adottando il sistema a telaio, caratterizzato dall’utilizzo di elementi piani in legno (telaio), chiuso su entrambe le facce, a seconda delle finiture, con pannelli in legno multistrato, pannelli OSB (Oriented Strand Board), e pannelli in legno mineralizzato, chiodati alla struttura portante e coibentati con materiale isolante. Le pareti esterne presentano elementi in legno di 24 cm di spessore, dotate di isolamento in fibra di legno e intonaci esterni a base di calce.

Inoltre, il Gruppo ha realizzato gli elementi di copertura, con un lucernario centrale per favorire l’illuminazione naturale e, capriate in legno lamellare a forma di boomerang, che garantiscono l’assenza di spinte laterali ed un’ottima resistenza ad eventuali sollecitazioni sismiche.

Il legno ha assunto, in questo contesto, un ruolo fondamentale, sia per la sua funzione strutturale, sia come elemento decorativo, lasciato volutamente a vista, per la sua capacità di comunicare una sensazione di benessere.

I progettisti hanno anche hanno tenuto conto della necessità di creare un ambiente ricco di stimoli funzionali ed espressivi, in cui i bambini possano percepire un’atmosfera confortevole ed avvolgente. L’arancione delle facciate esterne, l’azzurro intenso delle lastre di alluminio che ricoprono i tetti e i diversi toni pastello dei locali interni, unitamente all’organizzazione degli spazi, contribuiscono a creare un ambiente gradevole e dall’elevato senso di ospitalità.

Residenza privata in 120 giorni

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La collaborazione tra lo Studio Kami Custo & Mantrici Architetti, la EcoRes Srl ed il Gruppo Mattarei ha permesso la realizzazione, in soli 120 giorni, di una residenza privata con struttura in legno, a Poggio Picenze (L’Aquila).
La richiesta principale della Committenza è stata quella di ricostruire, in tempi brevi, l’abitazione, gravemente danneggiata dal terremoto dello scorso 6 aprile, al fine di rientrare rapidamente in un contesto di normalità.
Il progetto, sotto la direzione lavori dell’Arch. Emanuele Custo dello Studio Kami, ha previsto la totale integrazione della villetta nell’ambiente circostante. Costruita su una fondazione antisismica, su tre livelli, che segue la pendenza del terreno, il suo orientamento e la distribuzione degli spazi sono stati, inoltre, definiti in relazione ad uno studio bioclimatico del territorio.

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La struttura portante è stata realizzata dal Gruppo Mattarei, con il sistema a telaio, caratterizzato dall’utilizzo di elementi piani in legno. Le pareti perimetrali sono costituite da montanti e traversi di sezione 60 x 160 mm e coibentate con pannelli di lana di roccia di 140 mm di spessore e con 20 mm di fibra di legno. Le pareti esterne sono, infine, controventate, internamente ed esternamente, con pannelli OSB (Oriented Strand Board), di 15 mm di spessore e rifinite con doghe in larice di dimensioni 50 x 28 mm. Per migliorare l’isolamento acustico e termico è stato, inoltre, inserito un pannello celenit da 50 mm.
Queste combinazioni assicurano elevate prestazioni termiche, grazie ad un valore di trasmittanza (U), delle pareti esterne, pari a circa 0.21 W/m2K, pienamente in linea con la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, in vigore dal 1 gennaio 2010, che stabilisce, per la zona climatica “E”, un valore massimo di 0.34 W/m2K.
Le pareti interne, invece, sono formate da pilastri in legno con una sezione di 80 x 120 mm, abbinati a pannelli di lana di roccia di 100 mm e controventati da entrambi i lati con pannelli OSB di 15 mm.

Il perfetto connubio tra la progettazione bioclimatica ed il sapiente utilizzo del legno, con funzione strutturale, ha permesso la realizzazione di un’opera in grado di garantire elevate prestazioni antisismiche ed energetiche e benessere abitativo.

Ferrari Theme Park a Dubai


Ferrari Theme Park a Dubai, l’attrazione più grande del suo genere sarà pronta per il 2010 e sarà caratterizzato da un elegante icona: il tetto rosso, ispirato al classico profilo laterale doppia curva del corpo Ferrari GT, di 2.152.782 metri quadrati e che portano il logo Ferrari più grande mai creato.
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Ci saranno una serie di attrazioni, tra giostre per i bambini di tutte le età e più veloce al mondo, montagne russe, che viaggiano a velocità superiori a 124 mph.
Il sito si trova su Yas Island sul lato nord-orientale del continente Abu Dhabi, che è a circa 10 minuti di auto da Abu Dhabi International Airport e a 50 minuti dal circuito di Yas Marina, che ospiterà la prima edizione del GP di Abu Dhabi entro la fine dell’anno.

Come concepire edifici a basso impatto ambientale

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E’ stata condotta, sotto la direzione scientifica dell’Ing. Rossano Albatici, una ricerca per concepire edifici a basso impatto ambientale, oggetto della ricerca sono quattro cellule unifamiliari a schiera presso Mezzane di Sotto (Verona) ciascuna di 250 mq di superficie, realizzate dal Gruppo Mattarei, e progettate dall’Arch. Arnaldo Savorelli dello Studio Solarch – Bioclimatica & Design di Bussolengo (Verona).

Il funzionamento bioclimatico di queste abitazioni è il risultato di un ottimale equilibrio tra la corretta disposizione dell’involucro, nel sito di costruzione e la presenza di dispositivi fondamentali quali portici/serre a sud e di torrette di areazione centrali ad ogni unità abitativa. Il comfort è inoltre migliorato da opportuni isolanti, quali la fibra di legno, che garantiscono traspirabilità ed inerzia termica.
Il sistema costruttivo adottato dal Gruppo Mattarei sviluppato con i soci di Stile21, è X-Lam, caratterizzato da elementi di parete, di solaio e copertura ricavati da strati sovrapposti di lamelle di legno. Ciascuna lamella è formata dalla giunzione a pettine di tavole di legno strutturale, individualmente classificate secondo la resistenza meccanica. La disposizione incrociata delle lamelle conferisce una notevole stabilità dimensionale e di forma al pannello stesso, nonché buone caratteristiche meccaniche, in tutte le direzioni.
La disposizione degli spazi interni delle case è stata studiata per favorire l’apporto delle fonti energetiche ambientali: le vetrate delle serre sono rivolte a sud/sud-est, con le terrazze a prato sopra i garage, mentre le stanze seguono la pendenza della collina retrostante, che protegge a nord le camere dai venti invernali. Inoltre, la ventilazione naturale è agevolata dalla presenza di torrette di aerazione, poste sopra le scale, da cui fuoriesce l’eccesso di aria calda, presente all’interno dell’edificio.
Gli scopi della ricerca sono la registrazione dell’effettiva influenza di alcuni elementi costruttivi sul contenimento dei picchi di temperatura interna durante l’anno ed il raggiungimento di adeguate condizioni di comfort nei mesi caldi. A tal fine, è stato sviluppato un modello virtuale degli edifici e, dopo averlo adeguatamente calibrato, sono state eseguite delle variazioni della massa di pareti e solai, sia interni sia esterni.
In secondo luogo, è stato effettuato il rilievo, ad opera finita, della trasmittanza termica della parete posta a nord, attraverso l’uso di termoflussimetri, non considerando il coefficiente l di conduttività termica dichiarato dai produttori dei materiali, ma tenendo conto delle reali condizioni di impiego e posa.
Inoltre, il sistema di raffrescamento naturale è stato valutato attraverso un’analisi fluidodinamica, al fine di verificarne il funzionamento. Infine, sono state osservate le condizioni di comfort termoigrometrico interno, nel periodo da maggio a settembre, analizzandole secondo le recenti teorie del comfort adattivo di Brager & De Dear e Humphrey & Nicol.
Il progetto di ricerca ha permesso di segnalare indicazioni utili per la corretta progettazione di edifici bioclimatici, in particolare della serra, dei camini estrattivi e dell’inserimento di elementi “pesanti”.

Via: Gruppo Mattarei

Empire State Building, ristrutturazione in chiave ecologica


L’Empire State Building, uno dei simboli della Grande Mela, verrà sottoposto ad un restyling in chiave ecologica.

Il progetto di ristrutturazione interesserà prevalentemente la parte impiantistica prevedendo un abbattimento del 38% dei consumi e dell’inquinamento prodotti dalla costruzione entro il 2013.

E’ prevista la sostituzione di 6.500 serramenti dotati di vetri a tripla camera d’aria migliorando l’isolamento termico di pareti e finestre, impedendo dispersioni di calore e permettendo un risparmio per il riscaldamento invernale e il condizionamento estivo. Verranno utilizzate lampadine a basso consumo e sensori che sfruttano l’energia solare, particolare attenzione verrà posta per gli impianti di riscaldamento e condizionamento e il sistema di ventilazione, infine verrà realizzato un sistema di monitoraggio elettronico per il controllo dei consumi.

Via: lavorincasa

link: esbsustainability corriere lastampa

La tendenza a costruire bio

Nell’era dell’allarme energetico, dei cambiamenti climatici, la bioarchitettura e l’edilizia sostenibile ci danno una mano inquanto operano privileggiando materiali, processi, tecnologie e soluzioni energetiche che utilizzano poche risorse e non inquinanti.

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Per fortuna in edilizia si sta diffondendo la nuova cultura dell’abitare, un esempio di progetto edilizio teso all’applicazione dei principi ecologici sorgerà a Fano in via Cecconi. L’edificio sarà caratterizzato da una struttura in legno e da materiali naturali altamente isolanti, sarà dotato di pannelli fotovoltaici, pannelli solari, recupero e trattamento delle acque.

Il progetto è stato denominato “Sistema casa Blu” realizzato grazie al Gruppo San Marco Holding.

Foto: fanoinforma

via: fanoinforma
link: sistemacasablu


Come recuperare una casa colonica con infissi moderni 2

La scelta degli infissi nel processo di ristrutturazione non può non tener conto degli aspetti quali l’elevata efficienza energetica grazie ai vetri a basso emissivo, una migliore tenuta e una manutenzione ridotta grazie alla superficie non pellicolata in resina speciale, insuperabile alla prova del tempo.

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Per la casa colonica che abbiamo visto nel pecedente post, progetto di Gordini Studio Nexa di Lugo, Edilpiu ha utilizzato finestre tecno-ecologiche per il loro impatto ambientale minimo, considerando l’alto livello di riciclabilità del prodotto e l’assenza nello specifico al suo interno di sostanze nocive alla salute.

La progettazione dell’installazione è stata caratterizzata dalla volontà di fare “scomparire” le finestre a vista esterna per mantenere maggiori superfici vetrate. Così è stato proposto un montaggio oltre luce che ha soddisfatto pienamente questa esigenza.

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Per i serramenti interni, l’orientamento è stato verso un design moderno e chic, con porte-quadro, in grado di nascondere ancora una volta la loro struttura portante, apparendo all’esterno come fossero quadri appesi al muro. I colori caldi dal panna a rosso ne hanno però lasciato inalterato lo spirito e il calore che questa casa genera al suo interno.